Il cavo coassiale

Il cavo coassiale Tv e Sat

In questo articolo ti parlerò del cavo coassiale.

Il cavo coassiale è un componente fondamentale per la realizzazione di impianti di ricezione e distribuzione dei segnali TV e SAT.

Iniziamo subito!

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Il cavo coassiale Tv/Sat

Il cavo coassiale è quello ad oggi più utilizzato per la realizzazione di impianti Satellitari e Terrestri.

Resta ancora il sistema di trasmissione dei segnali televisivi più diffuso ed economico.

I cavi per le antenne paraboliche, le antenne terrestri, i televisori e i decoder dispongono tutti di un connettore per cavi coassiali.

Per questa tipologia di cavi vengono utilizzati connettori ormai di uso comune:

  • Di tipo F – utilizzato prevalentemente nelle antenne paraboliche, nei decoder satellitari e negli impianti satellitari e, oggi, anche in quelli terrestri (per collegare antenne, amplificatori, partitori e derivatori).
Connettore F
  • A innesto – utilizzato nei decoder digitali terrestri e nei televisori.
Connettore Tv

Attraverso questi cavi e questi connettori si creano impianti per la distribuzione dei segnali.

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Come è composto un cavo coassiale

Il cavo coassiale è formato da un conduttore centrale, uno strato isolante chiamato “dielettrico“, un conduttore esterno formato da una “treccia” di fili ed un foglio metallico chiamato “nastro” e una guaina esterna isolante.

Strati cavo coassiale

La qualità di un cavo dipende dalla qualità del materiale utilizzato per il conduttore e per il dielettrico.

I cavi migliori hanno una bassa attenuazione e un’alta schermatura da e verso l’esterno.

Per ottenere una bassa attenuazione sono necessari conduttori centrali più grandi e una perdita minore di densità della sostanza isolante con cui è formato il dielettrico.

Per ottenere una migliore schermatura si usano trecce di rame più fitte e nastri più impenetrabili ai disturbi e alle interferenze da e verso l’esterno.

In altre parole migliore è la schermatura e migliore sarà la qualità del cavo, avremo quindi un cavo di classe superiore.

Il cavo coassiale funziona in modo bidirezionale e sullo stesso cavo possono transitare senza problemi segnali Tv di diversa frequenza.

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Quali sono le differenze tecniche principali da considerare

I cavi si differenziano per:

Dimensione – sezione del cavo, i cavi maggiormente utilizzati hanno un diametro da 5mm e da 6,6/7mm.

Prestazioni – attenuazione del segnale e robustezza agli agenti esterni.

Per determinare la qualità di un cavo coassiale possiamo fare riferimento ad una classificazione stampata dai produttori sulla guaina esterna.

I cavi migliori sono identificati dalla classe A, A+ o A++.

Questo determina il loro grado di efficienza.

Cavo coassiale classe A+
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Quali sono i difetti

  • Attenuazione: è proporzionata alla lunghezza del cavo e l’attenuazione è maggiore sulle frequenze più alte.
  • Fragilità: bisogna evitare di strozzare il cavo e di fare curve troppo strette.
  • Dimensione: per distanze più lunghe è preferibile un cavo con una sezione maggiore.
  • Complessità dell’impianto: maggiore saranno le ramificazioni dell’impianto e maggiori saranno i punti di attenuazione che si avranno.

Vediamo di quanto può incidere la dimensione di un cavo coassiale in termini di distanza ed anche di dimensioni del cavo.

Con un cavo coassiale con un diametro esterno di 6.6/7 mm collegato ad un’antenna parabolica con un segnale minimo dalla parabola di 70 dBμVsi può raggiungere una lunghezza massima di circa 56 metri.

Lo stesso cavo utilizzato per un impianto Tv, con un segnale minimo di 70 dBμV dall’antenna, la lunghezza massima sarà di circa 85 metri.

Con un cavo coassiale di 5 mm di diametro, in un impianto Sat, la lunghezza massima del cavo sarà di 42 metri e sarà di 56 metri per un impianto Tv.

Attenuazione cavo coassiale 5 mm

Come accennato più sarà complesso l’impianto, ovvero maggiori saranno le interruzioni dovute a partitori e/o derivatori, e più si ridurrà la lunghezza complessiva del cavo.

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Qual è la differenza fra i vecchi cavi coassiali e i nuovi

Anche i vecchi cavi coassiali di un vecchio impianto Tv possono essere idonei per distribuire i segnali digitali, l’importante è che riescano a gestire determinate frequenze.

In un vecchio impianto Tv i vecchi cavi possono essere, in linea di massima, quasi sempre riutilizzati, mentre per gli impianti Sat il discorso cambia.

Per i canali Tv il vecchio cavo dovrà poter gestire segnali oltre i 900 Mhz, in linea di massima i cavi di un vecchio impianto gestiscono queste frequenze.

“N.b. con il nuovo standard DVB-T2 le frequenze oltre i 694 Mhz verranno liberate per il 5G e non più utilizzate per i segnali Tv.”

Mentre per i canali Sat il cavo dovrà poter gestire frequenze molto più alte oltre i 2000 Mhz, quindi per gli impianti Sat bisognerà verificare se i vecchi cavi riescono a gestire queste frequenze.

Sul cavo sono stampate tutte le caratteristiche tecniche e di utilizzo.

Parametri tecnici

In altre parole, se vogliamo utilizzare il vecchio cavo di un vecchio impianto, dovrà avere le caratteristiche tecniche idonee e dovrà essere perfettamente integro per evitare possibili interferenze esterne o perdite di segnale.

Bisognerà, quindi, stabilire la sua efficienza misurando la qualità dei segnali e stabilendo se un problema di ricezione può dipendere dal cavo usurato.

Se il cavo risulta idoneo ed è ancora efficiente, possiamo evitare un ulteriore costo sia in termini di materiali, di ore di lavoro e di manodopera.

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Oltre al cavo coassiale, che è una componente importante, la ricezione ottimale dei segnali Tv dipende da zona a zona, dai trasmettitori Tv e da tutto l’impianto Tv.

In previsione dei nuovi canali DVB-T2 è il caso di realizzare un nuovo impianto Tv?

Bisognerà cambiare tutto l’impianto o si potrà adeguare il vecchio impianto?

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Cambiare l’antenna per il DVB-T2

Un altro componente importante in un impianto Tv è l’amplificatore.

Ma a cosa serve e quando si usa?

In questo articolo vedremo a cosa serve e qual è il suo funzionamento.

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Amplificatore per impianto terrestre

Non sai se e quando dovrai adeguare al nuovo standard il tuo impianto Tv, vuoi rifletterci ancora un po’?

Sappi che puoi ancora aspettare, ecco il perché.

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