L’importanza della messa a terra in un impianto elettrico

Quanto può essere importante l’impianto di messa a terra?

Gli impianti elettrici devono essere costruiti a regola d’arte, al fine di garantire l’affidabilità e soprattutto la sicurezza.

Ma che c’entra questo con “la terra” o “la messa a terra” di un impianto elettrico?

Parliamone un po’…

Iniziamo!

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A cosa serve l’impianto di messa a terra?

Come sicuramente ben sai la maggior parte delle prese elettriche ha 3 contatti.

Il contatto che ci interessa adesso è il centrale, ovvero quello nel quale bisogna collegare il “conduttore giallo-verde“.

Questo conduttore va direttamente all’impianto di “messa a terra“.

Semplice.

Ma a cosa serve questo tipo di impianto?

Serve a far “scaricare” un eventuale tensione che si può presentare sull’involucro metallico di un’apparecchiatura elettrica (o elettronica).

Questa situazione è causata, generalmente, da un guasto interno all’apparecchio.

Insieme all’impianto di messa a terra viene installato una protezione ovvero “l’interruttore differenziale” chiamato anche Salvavita.

Questo è il tipo di impianto (indicato come “protezione dai contatti indiretti“) che viene realizzato come protezione da dispersioni elettriche.

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Impianto realizzato correttamente

Impianto di messa a terra realizzato correttamente

In un impianto realizzato correttamente, quando l’apparecchiatura elettrica va in “dispersione” a causa di un’anomalia, il conduttore di terra “chiude” il circuito elettrico verso terra e fa scattare l’interruttore differenziale.

Con “anomalia” si intende il caso in cui l’involucro esterno viene in contatto con una parte interna in tensione.

In queste condizioni, all’insorgere del guasto, il circuito viene disalimentato.

Così facendo eviti possibili incidenti e non vi è alcun pericolo per te e per le persone a te care.

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Impianto mal realizzato o privo di messa a terra

In un impianto dove non sia stato realizzato il collegamento “a terra“, quando l’involucro esterno di un elettrodomestico viene in contatto con una parte interna in tensione, il circuito non si chiude e quindi non può scattare l’interruttore differenziale.

In questo caso, se una persona toccasse accidentalmente l’involucro esterno dell’apparecchiatura difettosa, il circuito si chiuderebbe attraverso il suo corpo.

Non proprio il massimo da provare insomma …

A questo punto interviene l’interruttore differenziale, che impedisce l’incidente grave (se c’è un salvavita da 0.03A), ma si avrebbe comunque un passaggio di corrente attraverso il corpo.

Questa situazione è comunque potenzialmente pericolosa, in quanto l’intervento della protezione avviene solo durante l’incidente.

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L’importanza della messa a terra

Inoltre, diversi tipi di apparecchiature elettroniche (ad es. le antenne TV) necessitano del collegamento a terra come potenziale di riferimento.

In questi casi, l’impianto di terra assume anche carattere funzionale e diventa necessario, non solo per la sicurezza delle persone ma, anche per il buon funzionamento delle apparecchiature.

Purtroppo in molti edifici, nonostante sia esplicitamente previsto per legge, l’impianto di terra condominiale non esiste.

In questi casi, la migliore soluzione sarebbe quella di pretendere che l’amministrazione di condominio provveda a far realizzare un adeguato impianto di dispersione, distribuendo poi il conduttore di protezione a tutti i condomini.

Sarà poi cura dei singoli condomini la distribuzione della messa a terra nel impianto elettrico del proprio appartamento.

Revisionando il proprio impianto elettrico o realizzandone uno a norma.

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Realizzazione di un impianto di dispersione

L’impianto di dispersione ha la funzione di collegare alla Terra il conduttore di protezione.

Dal momento che la nostra Terra non è un conduttore metallico e non è dotata di un apposito morsetto è necessario stendere a contatto col terreno una superficie metallica piuttosto sviluppata.

Normalmente si interrano dei dispersori che sono, semplicemente, pali in ferro zincato o ramato.

Per collegarli tra loro si utilizza un conduttore in rame, anch’esso sepolto a contatto della nuda terra.

L’impianto ideale dovrebbe essere realizzato formando un anello chiuso, il più ampio possibile, e interrando pochi dispersori molto lunghi.

Sono molto più efficaci due dispersori da tre metri piuttosto che quattro da un metro e mezzo.

Questi devono essere piantati nel terreno a distanza non inferiore ai 10/15 metri.

Inoltre una frequenza più elevata non contribuisce alla diminuzione della resistenza di dispersione.

In sostituzione di tali elementi è possibile utilizzare una qualsiasi massa metallica che sia a contatto col terreno.

Impianto di dispersione
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Si può realizzare questo impianto in maniera funzionale, veloce ed economica?

In mancanza di tale soluzione, in via provvisoria e in attesa che l’impianto di messa a terra condominiale venga realizzato, esiste la possibilità di provvedere comunque ad una protezione ?

La risposta è (almeno teoricamente), ma te la sconsiglio!

Non è consentito, ed è assolutamente sconsigliato, utilizzare come dispersori le tubazioni degli impianti di distribuzione idrico o del gas.

Questo perché non è garantita l’efficacia di tali sistemi e, come vedremo in seguito, perché tale soluzione potrebbe essere potenzialmente pericolosa per altre persone che utilizzano le stesse tubazioni.

Soluzioni teoricamente fattibili si potrebbero ottenere collegando il conduttore di dispersione ai pilastri di fondazione in cemento armato di un edificio, che di fatto si comportano come dispersori.

ATTENZIONE!!! Questa è un’operazione ALTAMENTE SCONSIGLIATA.

Nessun professionista del settore ti consiglierebbe mai questo tipo di soluzione.

Questo perché non vanno assolutamente toccati i pilastri di un edificio.

Diffida da chi ti consiglia una soluzione del genere.

Questa operazione sarebbe fattibile solo nel caso in cui si stia costruendo un nuovo edificio, utilizzando l’armatura dei pilastri prima del getto di calcestruzzo.

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Come verificare l’efficienza della messa a terra

L’impianto di messa a terra va sempre eseguito a regola d’arte.

Ma come viene misurata l’efficienza della messa a terra ?

Realizzata la messa a terra viene poi eseguita una misura della resistenza di terra per verificare che il lavoro dia l’esito voluto.

Per questa operazione il tecnico elettricista utilizza un misuratore di terra.

Questo misuratore fornisce tutte le informazioni necessarie.

In particolare, lo strumento controlla se tutti i parametri sono entro certi limiti e informa il tecnico in caso contrario.

Ma una volta realizzato l’impianto di dispersione cosa va collegato al conduttore di protezione?

Oltre alle apparecchiature elettriche, infatti, la normativa prevede che si colleghino, all’impianto di terra, anche le masse metalliche definite “estranee“.

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Masse “estranee”

Ma cosa sono queste masse “estranee“?

E perché dobbiamo collegare a terra cose che con l’elettricità non hanno nulla a che fare, tipo i rubinetti dell’acqua o i caloriferi?

La risposta è semplice.

Le masse estranee” sono quei conduttori metallici, in genere le tubazioni, che non sono integralmente sviluppati all’interno della nostra proprietà, come ad esempio la tubazione dell’impianto di distribuzione dell’acqua sanitaria o del riscaldamento centralizzato.

Ma perché questa cosa è così importante?

Perché può accadere (e accade veramente, non è solo teoria purtroppo) che un vicino abbia avuto la scellerata idea di “farsi la messa a terra” collegandosi al tubo dell’acqua o del gas e che abbia un’apparecchiatura guasta che mette in contatto le tubazioni con un conduttore in tensione (ad esempio il boiler elettrico).

In un caso come questo ci troveremmo con un rubinetto che ci fa “prendere la scossa” senza che nulla di elettrico o idraulico (in casa nostra) sia difettoso.

Perciò occorre provvedere, vediamo come.

Una volta verificata l’efficienza dell’impianto di dispersione vanno collegate a tale impianto (in almeno un punto) anche tutte le tubazioni del gas, dell’acqua e del riscaldamento.

Ma anche i telai delle finestre (se si sviluppano in modo continuo su più piani o se sono in contatto con i ferri d’armatura), le porte in metallo ed anche i corrimano delle ringhiere e tutto ciò che non sia interamente sotto il nostro controllo.

Insomma oltre alla messa a terra è di fondamentale importanza un impianto elettrico a norma e un interruttore differenziale (Salvavita).

Il Salvavita è fondamentale in un impianto elettrico per salvaguardare la nostra incolumità in caso di anomalie all’impianto elettrico … continua a leggere

Il salvavita differenziale – (studioremoto.net)

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